Tutti i viventi: otto percorsi

In questi mesi di lavoro su Book Pride, di dialogo con le case editrici – dunque con i loro cataloghi, con i libri che ogni casa editrice pubblica – abbiamo potuto osservare il ricorrere di alcune costanti nella produzione, letteraria e saggistica, degli editori indipendenti, un convergere di attenzione – che non essendo il risultato di un accordo va letto come un lineamento culturale, forse come un’esigenza intrinseca al lavoro editoriale stesso – in direzione del racconto della vulnerabilità. Quella individuale, quella psichica, quella sociale, quella culturale, quella politica, quella economica.
E la vulnerabilità è ciò che ci fa viventi.

Quando nel suo ultimo libro, Autoritratto nello studioGiorgio Agamben riflette sull’umano si concentra su quello che individua come il tratto più autentico e irriducibile dell’essere umani: “il poter infinitamente sopravvivere al mutamento e alla distruzione”.
In altri termini, ciò che ci definisce come viventi – e al contempo ciò verso cui converge il lavoro delle case editrici indipendenti in questo momento in Italia – è il racconto dell’indistruttibilità di ciò che è vulnerabile.

Per noi Tutti i viventi è una frase che si guarda intorno a trecentosessanta gradi concentrandosi insieme capillarmente e diffusamente su ogni forma di vita, sia essa osservabile attraverso i criteri della biologia (il vivente è chi nasce, si nutre si sviluppa) oppure attraverso ciò che l’immaginazione narrativa è in grado di generare (pensando all’immaginazione come allo strumento tramite cui gli esseri umani sono in grado di rendere vivente pressoché tutto, compreso ciò che – ancora – non esiste).

Tutti i viventi è una frase che guarda e che desidera essere guardata.

Per dialogare in questi mesi con le case editrici, e arrivare a proporre un programma che valga davvero come una mappa nella quale individuare e percorrere itinerari differenti, abbiamo suddiviso quel macroterritorio che è Tutti i viventi in otto diversi sottotemi.

Parole viventila letteratura, il linguaggio, la fertilità delle parole.

Futuro presentele immaginazioni del mondo che ci aspetta, le ipotesi per renderlo migliore.

Forme del maleil male che ci tocca, il male che agiamo, l’esperienza della nostra vulnerabilità.

Corpi nel tempoi modi in cui lo scorrere del tempo si manifesta nei nostri corpi, nelle nostre vite, trasformando la biologia in storia.

Paesaggi con figureluoghi viventi, scenari che diventano personaggi: dal pianeta alla città – e in particolare Milano.

Nessuno esclusodisuguaglianze, discriminazioni, diritti, rivoluzioni.

Il desiderio umanol’arte, la fede, le passioni, gli ideali: il desiderio che ha l’umano di elevarsi oltre se stesso.

Strumentiistruzioni per l’uso del libro e dell’editoria, dalla carta all’inchiostro, dai dati alle leggi.